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La crisi nei casino reali

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 La forte crisi economica di dimensioni globali, che ancora oggi attanaglia il nostro paese, ha letteralmente travolto il settore del gioco in modalità “offline”.
Le società, che hanno subito una forte penalizzazione da tale situazione, a dire il vero, non sono molte, in quanto in Italia vi sono solamente 4 casinò terrestri: il Casinò di Venezia, il Casinò di Campione d’Italia, il Casinò di Sanremo e, infine, il Casinò di Saint Vincent


In realtà, però, il forte calo del giro di affari dei casinò terrestri italiani non può e non deve essere addebitato alla crisi economica italiana. Almeno non soltanto a quest’ultima.


Infatti, in concomitanza al declino dei casinò terrestri, si celebra il boom dei casinò online con licenza Aams che, grazie all’introduzione delle Slot machine online praticabili con soldi veri, hanno ricevuto una sorta di consacrazione.

Se si tiene conto di questo fatto, allora, si arriva subito ad una facile conclusione: la crisi non riguarda il gioco legale nel nostro paese, ma settori del comparto che hanno perso competitività a causa dell’introduzione di servizi di gioco altamente innovativi che propongono soluzioni nuove e soddisfacenti per gli interessi dei tanti appassionati del gambling.

Prima di continuare a parlare della crisi dei casinò terrestri italiani, dedicheremo un piccolo paragrafo ai dati di mercato concernenti il volume di affari che si è registrato sul mercato del gioco a distanza targato Aams relativo al primo trimestre del 2013.

 

 
Il successo dei casinò online Aams nel 2013


Aams Gioco LegaleSecondo i dati che emergono dalle indagini di mercato effettuati nel corso del primo trimestre di quest’anno, il settore del gambling online ha continuato a crescere con regolarità.  Nel marzo 2013, la sola spesa sui giochi è aumentata di oltre 100% rispetto a quella avuta nel corso dello stesso periodo, ma dell’anno precedente. Essa si attesta intorno ai 20 milioni di euro. 

Molto probabilmente su tale risultato avrà inciso, e non poco, l’introduzione delle Slot online Aams, avvenuta il 3 dicembre 2012.
Dopo aver dato alcuni dati importanti, che ci fanno avere quantomeno un’idea della crescita che ha interessato il comparto gioco online, adesso, ritorniamo a parlare della crisi dei casinò terrestri, al fine di comprendere le cause di cotanto declino.

 

 
La situazione socio economica dei casinò terrestri


La crisi che ha contagiato anche i casinò terrestri italiani può determinare delle conseguenze molto gravi e più pesanti che si ripercuotono sulla società, se si pensa che i loro dipendenti potrebbero farne le spese, rimanendo senza lavoro. Gli stessi enti comunali delle 4 città, che ospitano i Casinò terrestri italiani, sono intervenuti per cercare di trovare una soluzione che potesse evitare di rendere reale il rischio di licenziamenti del personale.

 

Ad esempio, il comune di Venezia ritiene opportuno risolvere la questione “tagli del personale”, facendo in modo che i dipendenti vengano trasferiti all’interno dell’organico di una società controllata dal Casinò di Venezia, la  Meeting & Dining srl che si occupa della gestione dei servizi di gioco online.  Se si considera che il gioco d’azzardo online si trova in una fase iniziale confortata da tanti consensi da parte dei consumatori dei loro prodotti di gioco, tale allocazione risulta più che opportuna.

 

 

Il Caso del Casinò Campione d’Italia


Casinò Campione di Italia Il Casinò Campione d’Italia
che si trova in un territorio di confine tra l’Italia e la Svizzera, e si può dire che la sua attività incide, in modo preponderante, sull’intera produzione di ricchezza nel territorio locale.
Malgrado il bilancio del 2012 si sia chiuso con una perdita di 27,6 milioni di euro, riducendo così il passivo registrato l’anno precedente pari a 40,2 milioni di euro, la situazione rimane preoccupante.

 

Purtroppo, il Casinò di Campione paga le conseguenze del confronto sfavorevole dell’euro con il franco svizzero che ha inciso e non poco sulle perdite che negli anni si sono registrate.  Un aspetto sicuramente positivo, però, è dato dal fatto che, al momento, non vi è una flessione di incassi e per il futuro, il casinò verrà supportato dal comune di Campione d’Italia a cui si aggiungono anche i soci.

 

L’obiettivo è quello di creare una nuova società a socio unico rappresentato proprio dal comune.
Inoltre, non bisogna dimenticare che il casinò ha avuto anche una riduzione di costi dovuti alla stipula di un contratto di solidarietà con i lavoratori, i quali sostengono, facendo dei sacrifici economici non indifferenti, la propria azienda, in un periodo poco felice per l’economia dell’intero paese.

 

 

La  altre cause di un declino inevitabile

 

AntiriciclaggioSecondo gli addetti ai lavori, il problema più grave, che ha determinato la crisi dei casinò terrestri italiani, è stato l’introduzione di provvedimenti più restrittivi da parte del legislatore italiano in materia di norme sull’antiriciclaggio.

La normativa di derivazione comunitaria prevede l’utilizzo di contante per le scommesse fino a 7.500 euro, al fine di scongiurare il pericolo che il denaro proveniente da attività illecite, gestite da organizzazioni criminali, possa essere ripulito grazie al gioco.

In Italia, invece, gli scommettitori possono comprare le fiches fino ad un importo massimo di 1000 euro.  Inoltre, i dati del giocatore, che effettua una transazione del genere, devono essere immediatamente trasferiti all’Agenzia delle Entrate, la quale dovrà effettuare dei controlli per verificare la coerenza tra la manifestazione di ricchezza (evidenziata dall'acquisto operato) del contribuente e la sua effettiva situazione reddituale.

Tali provvedimenti, seppur tendenti a garantire il rispetto delle norme e della giustizia, hanno appesantito la situazione, di certo non invidiante, in cui versano i casinò terrestri sia per la crisi economica che per l’enorme concorrenza esercitata dal gambling online e dai suoi operatori.

Pertanto, considerato il quadro della situazione che viene a configurare è facile pensare che i giocatori che si possono permettere di impiegare delle grosse cifre al gioco preferiscano altre mete, dove poter scommettere in tutta tranquillità senza alcun assillo di controlli da parte del fisco e senza restrizioni particolari. Ecco, allora, che le mete preferite diventano i casinò terrestri dei paesi di confine, come quelli Austriaci, Sloveni, Croati, Svizzeri e Francesi, dove non si riscontra alcuna limitazione.


Come se già non fosse abbastanza pesante la situazione creata dal nostro legislatore, le limitazioni vengono applicati anche ai pagamenti delle vincite in contante che devono essere resi tracciabili e vanno pagati con assegni, così il giocatore dovrà pagare le imposte che gravano su tali entrate.


A causa di tale situazione, anche i consumi del giocatore vincente si contraggono, in quanto egli deve attendere qualche giorno prima di avere liquidità entrando in possesso dei suoi soldi. Pertanto, ciò va anche a discapito dell’economia interna della città dove si trova il casinò terrestre, determinando un’involuzione economica che inceppa ogni meccanismo su cui si regge la capacità di generare reddito  dell’intero contesto, e che pertanto si ripercuote su altri operatori economici locali.

 

Ancora più assurda è stata la limitazione per il pagamento delle vincite in contanti. Praticamente, tutte le vincite vengono pagate con assegni circolari e questo si traduce in un danno economico enorme per le città in cui i casinò si trovano.

Altro aspetto, che non va assolutamente sottovalutato, quando si cerca di analizzare le cause del declino dei casinò terrestri italiani, è quello legato al trattamento retributivo dei suoi dipendenti.


Il costo del lavoro delle figure chiave delle sale da gioco è troppo elevato. Lo stipendio di un croupier supera quello di un professore universitario. Inoltre, i sindacati spingono affinché i dipendenti del casinò possano strappare delle condizioni economiche sempre più favorevoli.

 

Se gli incassi si riducono e i costi di gestione aumentano, tra cui anche quelli del personale, non bisogna essere premio nobel per l’economia  per comprendere che i risultati economici che possono uscire fuori da tale gestione siano, e non potrebbe essere diversamente, negativi!

 

 

Casinò terrestri, quale futuro?

 

Futuro CasinoL’intervento dello stato, fino a questo momento, ha determinato uno squilibrio nel comparto gioco, per quanto riguarda i casinò: quello del settore online liberalizzato, controllato, ma che comunque gode di una serie di aspetti positivi che incentivano il giocatore a fare ricorso ai suoi servizi di gioco.

Il gambling in modalità offline, praticato nei casinò terrestri, ha bisogno di una spinta diversa con cui bisogna sostenere e non distruggere il valore che si potrebbe creare nell’ambito di questo settore seppur non risulta molto sviluppato come in altri paesi.

Occorrono delle norme con cui promuovere la libera iniziativa e rimuovere tutte quelle restrizioni che, fino a questo momento, hanno contribuito a far collassare un settore che costituisce anche una delle principali fonti  di reddito per i comuni in cui tali case da  gioco sono ubicate.

 

Se non si agisce in tal senso, un altro pezzo dell’economia italiana morirà, per non essere stati in grado di allinearsi a norme presenti in altri paesi europei, dei quali bisognerà subire la competitività. Ciò che ci si augura è che il legislatore italiano si renda conto molto presto di quanto sta accadendo nel settore del casinò terrestre, che potrebbe rappresentare lo specchio della realtà italiana, incapace di crescere, di rendersi coerente con le evoluzioni che si registrano in un contesto non soltanto nazionale e che parla sempre più di Europa.

 

L’obiettivo, invece, con lo sforzo di tutti gli stakeholders, deve essere quello di rilanciare il casinò per farlo tornare ad essere il punto di riferimento non solo per i visitatori esteri, ma anche per l’intera industria del turismo che opera nel territorio. La creazione di un nuovo indotto potrebbe essere la soluzione!

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