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La crisi in Italia e il gioco d'azzardo

crisi economica

Come avevamo avuto già modo di ribadire in un precedente intervento, la crisi nel nostro paese è davvero ampia a tal punto da invadere tutti i settori portanti dell’economia interna. Anche il gioco d’azzardo ne ha risentito e i casinò terrestri ne hanno pianto le conseguenze.

 

Quest’ultimi, infatti, malgrado abbiano rivisto le proprie politiche di marketing e di gestione, purtroppo, sono riusciti ad andare avanti a stento. I loro bilanci inerenti i periodi amministrativi dell’ultimo biennio sono contraddistinti da risultati negativi.

Nel caso dei casinò terrestri, però, abbiamo visto che sarebbe troppo riduttivo indicare la crisi economica, come unica o principale determinante causale di tale declino. Di certo, la competitività, che il settore del gioco in modalità “offline”, ha subito dal settore del gambling online si è fatta sentire e non poco. 

Il settore del gioco d’azzardo online si presenta come un ambito allettante, attraente, in quanto offre un ampio ventaglio di alternative che danno la possibilità ai giocatori di provare a conseguire dei guadagni utili.  Vi è una parte consistente di  giocatori italiani che si sta sempre più specializzando in settori del gaming online, divenendo dei veri e propri professionisti. 

Secondo delle indagini socio-economiche che sono state svolte in diversi paesi colpiti gravemente dalla crisi economica (come la Spagna, Portogallo, Grecia, Irlanda), tra cui anche l’Italia, circa il 50% delle persone, che hanno sofferto gli effetti devastanti della congiuntura recessiva che ha interessato i sistemi economici dei propri paesi, vede il gioco d’azzardo online come un ambito su cui operare per provare a conseguire dei guadagni in grado di garantire quantomeno la sopravvivenza.

Nel caso italiano, per esempio, sia il gioco d’azzardo online che i Giochi a Premi, le Lotterie, il Superenalotto, i Gratta e Vinci sono pensati come gli unici mezzi a disposizione per diventare subito ricchi e cambiare letteralmente vita.  Infatti, non è un caso che il consumo di tale servizi di gioco sia aumentato parecchio se confrontato con i trend configurati nei periodi in cui la crisi non era ancora arrivata o comunque si trovava in una fase iniziale.

Secondo le preferenze di un segmento in crescita di clientela, il gambling online più che essere un modo per trascorrere del tempo libero, sta divenendo un mezzo a cui ricorrere per far fronte a tutte quelle spese che non possono essere coperte, in quanto il solo stipendio non basta neanche per arrivare alla terza settimana del mese. 

Pertanto, circa 10 italiani su 100, ad esempio, hanno scelto il gioco del poker online e delle sue varianti più praticate del momento (come lo Stud Poker, il Poker Texas Hold’em, il Caribbean Poker e tanti altri).
Questi dati, di certo di non poco conto, ci consentono di comprendere  da un lato la dimensione del gambling online e la sua capacità di sviluppo, dall’altro ci danno anche l’occasione di capire quale sia il nesso tra la crisi economica e il gioco e quanto tale fenomeno incida su di esso.

 

Secondo il nostro parere, l’incidenza della crisi non è di  secondaria importanza, se si pensa che fino a qualche tempo fa solo l’1% della popolazione giocava al poker online. Pertanto, alla passione di alcuni scommettitori, si aggiungono anche delle motivazioni certamente legate a fattori socio-economici rilevanti, come la crisi economica, l’incremento del tasso di disoccupazione giovanile (che solamente al sud tocca circa il 38%), il fatto che i giovani non cercano più lavoro perché convinti di non trovarlo,  e tanto altro.

 


Alcuni dati per analizzare  il rapporto crisi economica-gambling online

 

In diversi sondaggi anonimi, somministrati ad un campione di intervistati, circa il 40% di essi si dichiara pronto ad investire delle risorse proprie da destinare al gioco d’azzardo online e quindi ad affrontare il rischio di subire delle perdite e di avere meno soldi a disposizione da spendere per altre attività.

 

Dati Statistici CasinòUno studio condotto da autorevoli psicologi, che ha preso come riferimento il comportamento umano dinanzi a situazioni di particolari avversità, dimostra che quando ci si trova in una condizione di disperazione, ci si aggrappa ad ogni speranza per cercare di risollevarsi dalla situazione negativa in cui si è incappati.

 

Circa 5 giocatori di poker online su 100, vedono nel gioco la via d’uscita o comunque l’occasione di far fronte a quelle spese rimaste scoperte, come le bollette di luce, gas, telefono, utenze adsl ed altro.

Il gioco online, in poco tempo, nel nostro paese è divenuto talmente popolare che durante un’intervista fatta a 1.000 individui è emerso che solamente una persona non conosceva il fenomeno del gambling online o del poker online.

Molto probabilmente sulla popolarità del gambling online avrà inciso e non poco anche la grande campagna pubblicitaria che in questi ultimi tempi è stata condotta attraverso i principali mezzi di comunicazione di massa. Infatti, per esempio, in tv sono tanti gli spot pubblicitari che vanno in onda in diverse ore della giornata.

 

Tali fenomeni hanno inciso sulla visibilità del gioco d’azzardo, suscitando non poche curiosità nelle persone che non conoscono proprio nulla di questo mondo. Anche questo fattore non deve essere sottovalutato quando si analizzano gli elementi che hanno determinato il successo del gioco d’azzardo online e il suo rapporto con  la crisi economica, in quanto vi è la convinzione piuttosto forte che non sia solo la crisi l’unico fattore a spingere il mercato.

 

Se da un lato il settore del gioco d’azzardo online cresce in termini di fatturato in modo esponenziale nel tempo, dall’altro lo stato italiano da tale mercato, attraverso la tassazione, preleva delle risorse utili per garantire il funzionamento di molti servizi di pubblica utilità.
Si stima, infatti, che il gettito garantito dalla tassazione sul gambling online si aggiri intorno ad 8 miliardi di euro.

Non sappiamo quanto abbia inciso la crisi economica sulle scelte dagli utenti italiani, ma nel corso del primo semestre di quest’anno, la spesa che si è registrata sul mercato del gambling online, regolato dalle norme dettate dall’Aams, è pari al 97 milioni di euro.

Il valore che si è ottenuto, fino a questo momento, è pari al 100% rispetto a quello registratosi nei primi sei mesi del 2012. 
Non escludiamo che una buona parte di questo boom sia stata provocata dall’introduzione delle Slot online Aams tanto attese dagli appassionati. Molto probabilmente, una parte consistente di tale giro di affari è anche stata sottratta al mondo del gambling illegale.

PokerStars.itSul versante del poker online, secondo quanto viene riportato dal più grande operatore del settore, come PokerStars, il volume di affari che si è registrato sia per quanto concerne il poker cash che per i tornei capaci di assegnare premi in denaro di vario genere, nel corso dei primi sei mesi del 2013, supera i 200 milioni di euro, facendo denotare un incremento di quasi 11 punti di percentuale rispetto ai dati inerenti allo stesso periodo del 2012.

Secondo le stime operate ultimamente dagli addetti ai lavori, malgrado la crisi economica, un settore che potrebbe far incrementare la domanda di servizi di gioco è quello del gambling in versione “mobile”.
Sappiamo che le piattaforme con licenza Aams stanno investendo parecchio per arricchire i propri palinsesti di nuovi giochi, privilegiando sia la componente qualitativa, ma anche quella quantitativa di tale categoria di servizi.

 

Indagine Netbet: non si gioca solo per disperazione!


Gruppo Netbet Casinò
Secondo un’indagine svolta da Netbet, per quanto concerne il settore del poker online, bisogna dire che è stata data un’identità approssimativa del giocatore medio che scommette ai casinò online Aams.
Egli appartiene ad una fascia di età compresa tra i 25-35 anni, è dotato di una buona cultura, ha un lavoro stabile e riserva solo una minima parte dei suoi guadagni per divertirsi nel tempo libero con i giochi del casinò online o per interagire nelle poker room.

Secondo tali elementi raccolti su campo, e che riguardano solo un campione di utenti preso come riferimento, ci dicono che il gioco d’azzardo viene praticato anche per divertimento e non solo per guadagnare ed alleviare le proprie difficoltà economiche. Ovviamente, anche in questo caso si tratta di dati che fotografano solo una parte della realtà.

 

 
Crisi economica, gioco e ludopatia


Ludopatia AzzardoUn fenomeno, che determina non pochi costi sociali ed economici anche per lo stato, è quello della ludopatia. Secondo buona parte dell’opinione pubblica, molte persone ricorrono al gioco per via della crisi economica, spendendo la totalità dei propri risparmi al gioco che viene praticato sia nelle sale terrestri o nei bar sia nelle piattaforme per il gambling online.

L’ossessione di riuscire a conseguire una vincita che riesca a far cambiare la propria situazione, con il tempo, si trasforma in una vera e propria patologia mentale riconosciuta anche dal nostro Sistema Sanitario Nazionale.
Purtroppo non ci sono al momento dei dati certi circa la diffusione della ludopatia nel nostro paese. Le notizie molto spesso sono frammentarie e non ci consentono di avere un quadro completo della situazione.

Il Coordinamento Nazionale Gruppi per Giocatori d’Azzardo (Connaga), ritiene che il numero dei soggetti al momento affetti dalla ludopatia siano circa 700 mila.  Questo dato è uguale a quello fornito dal Censis e fa riferimento all’anno 2006, quando ancora non era stato legalizzato il gioco d’azzardo online né tantomeno il poker.

Chiaramente, solo se vi sono dei dati pertinenti all’effettiva realtà delle cose, è possibile dare un dimensione al problema che è esiste ed è anche molto grave. Lo stato italiano, infine, oltre ad assicurarsi il gettito abbastanza cospicuo garantito dalla tassazione che grava sul gioco d’azzardo online, farebbe bene ad investire su una campagna di prevenzione forte ed incisiva, proprio per evitare che si possano generare con il tempo dei numeri più importanti che acuiscano la gravità di un problema che, al momento, risulta essere abbastanza gestibile.

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